L’opera Latitudine Longitudine  sarà rappresentata da alcune sculture realizzate in pietra locale con un disco d’acciaio convesso riflettente i vari mutamenti del cielo da diversi luoghi del globo terreste.
Una “famiglia terrestre” che sarà costantemente in comunicazione con la volta celeste nel segno di una “fratellanza cosmica”.
Un viaggio iniziato nel 2001 con la prima scultura al Museo Pecci di Prato.
Un dialogo interculturale in territori distanti fra loro non solo geograficamente.
Ogni “cultura” si forma e si sviluppa in rapporto ad altre.
Ciascuno di noi non esiste come una sostanza autosufficiente, ma è un intreccio di relazioni in continua trasformazione.

Bisogna “unificare” gli “opposti” non per renderli identici, ma per “mantenerli uniti”.
A) Direzione zenitale, l’asse che collega la pietra e il cielo.
B) Ogni luogo è come il “fuoco” di una lente in cui si concentrano i “raggi” dello spazio e del tempo.
C) Sedimentazione di tutto quello che scorre tra la lente speculare e il cielo.
D) Un orientamento rituale, una “solidarietà tra uomo e luogo e tra uomo e uomo”.

 

Diego Esposito – Venezia, 30 ottobre 2012